Riflessioni prima del Natale “Contiano”

“Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”, questo è il proverbio utilizzato nelle famiglie per sottolineare l’importanza della festività natalizia.

Abbiamo tutti trascorso una Pasqua del Signore intrisa, almeno parzialmente, di mestizia; rinchiusi nelle nostre abitazioni, lontano dai nostri cari, bombardati dalla televisione che annunciava la tragica fine della razza umana. Le procedure di sicurezza sono state minuziosamente rispettate dalla popolazione perché era fondamentale aiutare le strutture sanitarie, era fondamentale proteggere noi e chi ci circonda; tutto nella speranza che “andrà tutto bene”… Ma non andrà tutto bene. Il popolo durante la prima ondata ha fatto la sua parte, in modo superlativo, cosa ha fatto lo Stato? Abbiamo sopportato la privazione della libertà nella forma più estrema, accettato i dettami del dictator pro tempore senza fiatare, perchè allora dobbiamo essere rinchiusi nelle nostre abitazioni lontano dai nostri amati parenti anche a 9 mesi dall’inizio della pandemia? È veramente, come lasciano intendere le principali testate contiane, colpa nostra se il contagio non si azzera e aumentano i morti?

Pare che il governo abbia gestito la pandemia nel modo più scientifico possibile, sono d’accordo. Il governo ha cessato di esistere insieme al Parlamento per far spazio ai virologi; una scelta, dal mio punto di vista, pessima. Le scelte politiche non devono essere affidate ai medici, è la politica che deve assumersi la responsabilità di fronte ai suoi cittadini di decidere le sorti del Paese. Chiarisco, il primo lockdown era necessario data l’ignoranza sul virus cinese, secondo e l’eventuale terzo no. Un “no” politico e palesemente non fondato su nozioni virologiche. Sfuggire completamente al virus è molto difficile vista la natura molto contagiosa del morbo, dunque l’unica e impegnativa soluzione politica era di organizzare i sistemi sanitari nel miglior modo possibile: costruendo ospedali, organizzando strutture per garantire l’isolamento dei contagiati, trasformando gli ospedali esistenti in strutture in grado di sopportare un numero superiore di pazienti, fornendo in tempi rapidi (e non a novembre) le disposizioni per i medici di base. Si tratta di una organizzazione complessa e un lavoro incessante delle istituzioni durante i mesi di riapertura estivi; palesemente un compito che è stato trascurato data l’importanza fondamentale del referendum costituzionale. Un osservatore esterno si domanderebbe: “un referendum talmente importante da ignorare lo stato di emergenza?”. Sì, abbiamo riformato la costituzione secondo i dettami di tal Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri, per ridurre i parlamentari. Ovviamente solo quello lasciando intatta la procedura legislativa; modifiche sostanziali zero. È tema di pari importanza all’adeguamento delle strutture sanitarie la gestione dei luoghi del contagio. Mentre le aziende, i negozi, i bar di gestione privata sono stati massacrati dalle giuste norme per garantire la minima possibilità di contagio, le realtà gestite dal pubblico sono state gestite in modo indegno. Le regole applicate al sistema dei trasporti pubblici erano mera propaganda politica, il distanziamento nei mezzi pubblici spesso non era rispettato, e non si trattava di quei rari casi di disgraziati negazionisti del virus che violavano le regole per diletto ma di lavoratori, studenti che se non salgono su un certo mezzo non arrivano in orario nel luogo di lavoro o di studio. Mentre si ingolfavano i mezzi pubblici i mezzi delle linee private rimanevano in magazzino, con gli autisti in cassa integrazione ovviamente pagata dai contribuenti. È veramente assurdo che non si sia chiesto ai privati di implementare le corse, suppongo e spero che i luminari del governo non ci abbiano pensato. Per adeguare il sistema scolastico sono stati investiti ingenti somme (non si capisce bene quanti milioni o miliardi) nei moderni banchi monoposto a rotelle per garantire il distanziamento degli studenti e superare la “didattica frontale per cui gli studenti oggi si annoiano mortalmente”. Un ottimo investimento che garantisce la sicurezza negli istituti scolastici e infatti durante il secondo lockdown hanno avuto un ruolo centrale per garantire la didattica in presenza… Ah no? Non è andata così? Strano.

La lista delle inadeguatezze nel nostro Paese è veramente lunga, la sintesi che io ne traggo è semplice. Non è assolutamente colpa tua che fai l’aperitivo, che vai al mare durante l’estate, che vai a correre, che decidi di vivere secondo le norme imposte dal governo, se siamo in questa situazione. Non possiamo fare nulla oltre a seguire le norme imposte e mantenere il distanziamento. Non è colpa dei cittadini se il sistema sanitario non è stato rodato adeguatamente. I lavoratori, i padri e le madri, saranno anche disposti a fare un ulteriore sacrificio durante le festività natalizie per senso di responsabilità, e anche io mi atterrò alle norme imposte.

Prometto, però, di conservare con cura i ricordi del periodo corrente per farli riemergere nella prima occasione possibile; possibilmente le elezioni politiche del 2021.

Pubblicato da Luca Toller, Vicedirettore

Studente di Scienze economiche presso l’Università di Milano – Bicocca. Nato il 29 settembre del 1998, diplomato presso il Liceo classico Arnaldo da Brescia.

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