Come cambia il mondo dello sport con la Brexit?

Era il 23 giugno 2016 quando i cittadini del Regno Unito votarono a favore della Brexit. Ora, a quasi cinque anni di distanza, l’uscita dall’Unione Europea è realtà, con la fase di transizione che è ormai terminata. Tante le problematiche che questa scelta ha comportato, non solo nel mondo politico, ma anche nella sfera sportiva.

Lo sport su cui ha maggiormente inciso tale cambiamento è il calcio, con l’introduzione di tante nuove regole alle quali i club britannici dovranno sottostare d’ora in avanti. La Football Association, la Premier League e la English Football League, per ovviare alle nuove esigenze, hanno redatto un piano, nel quale sono stati stilati i requisiti necessari al fine di acquistare giocatori stranieri. Una volta terminata l’operazione, questi nuovi standard sono stati presentati al governo che ha dovuto dare il proprio consenso. Una delle principali novità riguarda il permesso di soggiorno, ovvero il Governing Body Endorsement, che sarà necessario anche per i calciatori provenienti dagli Stati membri dell’UE. Questo permesso sarà concesso attraverso dei punti, assegnati in base alle presenze in Nazionale: qualità della squadra di provenienza (posizione in classifica e campionato di competenza) e numero di presenze con la maglia di club. I giocatori che otterranno il numero di punti richiesto entreranno immediatamente in possesso del GBE, mentre quelli che saranno sotto questa soglia potranno ottenerlo in un secondo momento. Altra novità importante riguarda l’acquisto di calciatori Under-21 non inglesi. Infatti, ogni club di Premier League non potrà acquistare più di sei giocatori Under-21 in una singola stagione e nemmeno calciatori di altre nazionalità fino al compimento dei 18 anni.

Non solo il calcio, ma anche tanti altri sport hanno dovuto fare i conti con questo importante cambiamento. Su tutti la Formula 1. La Brexit ha infatti reso le cose molto più complicate, poiché le scuderie con sede in Gran Bretagna, che hanno dipendenti europei, dovranno ora attraversare il lungo processo per l’ottenimento dei permessi di lavoro, il che comporta un impiego importante di tempo e risorse. Complicato per questi team, sarà anche il trasporto delle componenti, con i camion che prima attraversavano quotidianamente il confine tra UK e UE senza difficoltà, e che ora dovranno invece superare le mille problematiche legate alla burocrazia. In vista della stagione 2021, che dovrebbe ricominciare a marzo con il GP di Australia, molti viaggi saranno probabilmente annullati e il lavoro che prima si svolgeva sul territorio britannico sarà ora quasi certamente dislocato sul continente, in modo tale da non avere rallentamenti.

Il mondo intero si sta adattando a questa nuova situazione e così anche tutti gli sport, con la speranza di poter continuare nelle proprie attività senza ulteriori problematiche.

Pubblicato da Stefano Bonelli

Studente di Scienze della Comunicazione presso l'Università di Verona. Diplomato al Liceo Classico Arnaldo di Brescia. Nato il 12 gennaio a Brescia. Appassionato di sport, del quale scrivo per diverse testate online.

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