Ferrari 2021: the revival?

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Motori, partenza, via.

Manca un mese perché lo spegnimento del semaforo del Circuito Internazionale del Bahrein segni l’inizio del Mondiale 2021 di Formula 1. La stagione che inizia il 28 di marzo è già, senza essere ancora iniziata, una delle più importanti della massima competizione automobilistica. Oltre a trattarsi di un anno di transizione prima dell’entrata in vigore nel 2022 dei tanto attesi nuovi regolamenti, sono ormai diverse le voci che puntano al possibile ritiro di Lewis Hamilton alla fine di quest’anno, in caso riuscisse a vincere il suo 8º Mondiale, superando così Michael Schumacher.

Il 2021 però è particolarmente atteso anche dai tifosi della scuderia di Maranello, vogliosi di riscatto dopo l’anno horribilis vissuto dal Cavallino Rampante nel 2020. P6 in classifica costruttori, uno dei peggiori risultati della storia, l’accordo segreto con la FIA successivo al caso della Power-Unit del 2019, il congelamento – causato dalla pandemia – dello sviluppo di un motore troppo poco potente, la rottura – brusca e amara – tra la Scuderia e il suo pilota tedesco…

Non è facile ammetterlo, ma ora come ora la Ferrari non può aspirare – e non lo fa – al titolo costruttori, semplicemente non è a quel livello. La stagione 2021 rappresenta, per la Scuderia, un anno di ricostruzione, l’inizio di un progetto a medio termine per ritornare sul podio. È in quest’ottica che, a maggio dell’anno scorso, a Maranello è stata presa la decisione di ingaggiare Carlos Sainz Jr. Il pilota spagnolo viene da due straordinarie stagioni in F1 e Ferrari spera di poter imitare l’inaspettato successo prodotto dalla dinamica Sainz-Norris. Questi ultimi, pur non raggiungendo individualmente le prestazioni di piloti come Verstappen o Hamilton, sono riusciti a stravolgere in positivo l’ambiente di lavoro di McLaren, unendo il team di Woking come una famiglia e migliorando notevolmente i risultati di McLaren in classifica costruttori: da P7 nel 2018 a P3 nel 2020. I due piloti, pur comportandosi spesso come dei bambini fuori dalla pista, sono riusciti a creare un rapporto fraterno, motivando di conseguenza il resto della squadra e affermandosi, in modo alquanto inaspettato, come leader.

La coppia Leclerc-Sainz, la line-up più giovane di Ferrari in oltre cinquant’anni, è la conseguenza di un cambio di passo iniziato nel 2019 con l’approdo del primo alla Scuderia. Allora molti si chiesero se fosse la decisione giusta par un team abituato a preferire l’esperienza alla gioventù, ma i risultati mostrano come il monegasco (P4 nel 2019, P8 nel 2020) sia riuscito a surclassare con la stessa macchina il suo ex-compagno di squadra, il quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel (P5 nel 2019, P13 nel 2020).

L’inizio è stato positivo: il rapporto tra Carlos e Charles sembrerebbe estraneo – per ora – agli ego, insider riferiscono che la nuova Power-Unit sia migliore di quella dell’anno precedente e il budget cap e il limite sui development tokens accordati per quest’anno hanno limitato le possibilità di spesa dei concorrenti.

La Ferrari non può fare peggio rispetto all’anno scorso, può solo migliorare. Ha tutto a suo favore: un nuovo motore e due giovani piloti affamati di titoli. Se Sainz e Leclerc diventassero i leader di cui tanto ha bisogno la Scuderia in questo momento e se riuscissero a fare gioco di squadra presto potremmo tornare a sentire l’Inno di Mameli in Formula 1.

Nella presentazione della squadra di oggi, entrambi i piloti e il Team Principal Mattia Binotto hanno riaffermato l’importanza del lavoro di squadra per il bene della squadra, lasciando da parte successi individuali e concentrandosi sulla ricostruzione della Scuderia. Ciò non fa altro che confermare le intenzioni della Ferrari di iniziare questa nuova stagione con un approccio diverso e con un piano a medio termine per riportare a Maranello titoli e gloria.

Pubblicato da Paolo Caretta Cortegiani

Studente di Giurisprudenza presso l'Università di Barcellona (UB) e membro della European Law Students Association (ELSA). Nato a Barcellona (Spagna) nel 1998, dopo aver ottenuto nel 2017 il diploma di maturità classica presso il prestigioso Istituto Cesare Arici di Brescia ho intrapreso i miei studi attuali con una menzione in Diritto Internazionale e Comunitario. Da sempre provo grande interesse per la finanza internazionale e la geopolitica, scrivendo spesso di quest'ultima. Fanatico di Star Wars e di Formula 1. Ulteriori informazioni e CV sul mio profilo LinkedIn.

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