Differenti crisi

Si sente spesso parlare di crisi economica: sono famose la crisi del ’29, la grande recessione, la crisi greca e ora negli annali di storia sarà ricordata anche la crisi dovuta al COVID-19. Tuttavia, la crisi che oggi viviamo non ha quasi nulla in comune alle crisi che l’umanità ha affrontato nella sua storia, e in questo articolo cercherò di spiegare come il sistema finanziario si sia reso protagonista nelle differenti situazioni del 2008, 2012 e 2020 partendo dalle differenze.

Vi sono innumerevoli discontinuità tra la crisi economica del 2020/2021 e le crisi del 2008 e del 2011/12. Ciò è evidente dall’analisi sia delle cause che hanno portato alle recessioni sia dalle soluzioni adottate dai vari Paesi colpiti. Le crisi del 2008 e del 2011/12 sono considerabili come conseguenza di fenomeni endogeni derivanti dalle stesse dinamiche interne del sistema finanziario, mentre la crisi in essere è causata dalla pandemia di COVID-19, un fattore chiaramente esogeno.

Nell’immaginario collettivo, la crisi del 2008 è scoppiata in seguito all’iconico e inaspettato fallimento della banca d’affari Lehman Brothers. Chiaramente la crisi non è causata dal fallimento di una singola banca ma è altrettanto evidente che nel momento in cui la notizia della crisi di una delle banche d’affari più importanti degli Stati Uniti si rivela al pubblico sorga qualche problema. In effetti, questo fu il momento in cui il mondo realizzò che ci fosse più di qualche piccolo problema nel settore finanziario statunitense.

La cosiddetta “crisi del debito sovrano”, iniziata nel 2009, che ha visto i suoi momenti più drammatici tra il 2011 e il 2012, invece, non ha un similmente iconico preludio (la situazione del governo greco non è stata dimenticata ma sicuramente non è considerata memorabile come Lehman Brothers), ma è riconosciuto che anche in questo caso le cause della crisi risiedano nel settore finanziario. Il fatto che un importante numero di governi europei abbia avuto difficoltà nel reperire risorse dai mercati finanziari per sostenere il loro gravante debito pubblico, causato del crescente scetticismo sulla sostenibilità di questo, le problematiche riguardanti la eccessiva rigidità istituzionale dell’Unione Europea e la impossibilità di applicare una politica monetaria per aiutare le economie colpite da questa crisi sono tutti aspetti che ci aiutano a comprendere dove rintracciare le storture che l’hanno provocata.

Quando analizziamo la crisi causata dal COVID-19, trovare la causa è abbastanza semplice dato che è evidente agli occhi anche del più semplice degli osservatori: il virus. Per esser precisi, le scelte attuate dai singoli governi di sospendere l’intera società applicando norme come il coprifuoco, le chiusure e l’obbligo di serrata di innumerevoli attività commerciali “non essenziali”. In questo articolo non si analizza se queste decisioni di limitazione delle libertà personali abbiano portato gli effetti voluti ma si evidenzia come la natura della crisi del 2020 sia fondamentalmente differente rispetto alle crisi sopra citate: è una crisi economica causata dalla scelta libera e consapevole dei governi nazionali. La recessione vista nel 2020 e che viviamo anche oggi nel 2021 è causata dalla paura, dalla necessità di mantenere al sicuro dal virus le persone. Quindi, mentre nel 2008 e nel 2012 le cause della crisi erano riconducibili al settore finanziario, in questo caso il settore finanziario rappresenta il mezzo con il quale i governi possono agire per traghettare fuori dalla pandemia i propri Paesi.

La crisi pandemica ha causato ingenti contrazioni del prodotto interno lordo, addirittura superiori alle precedenti crisi, e ciò ha obbligato i governi nazionali a indebitarsi enormemente. Per aiutare in questo periodo di “sopravvivenza” il sistema bancario e le istituzioni finanziarie non si sono fatte trovare pronte (perché non è possibile essere pronti a una situazione simile) ma hanno trovato delle soluzioni in maniera immediata. L’Unione Europea con la sua Banca Centrale e la Commissione si è messa in prima linea sia per garantire un efficace finanziamento ai membri dell’Unione sia per organizzare la campagna vaccinale (per ulteriori approfondimenti riguardo all’azione europea clicca qui), dimostrando al pubblico che la terribile finanza cattiva non è tanto terribile come pare a molti.

Pubblicato da Luca Toller, Vicedirettore

Studente di Scienze economiche presso l’Università di Milano – Bicocca. Nato il 29 settembre del 1998, diplomato presso il Liceo classico Arnaldo da Brescia.

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