BOCCONI DI STORIA: La truffa della tiara di Saitaferne

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Verso la fine del XIX secolo, le opere d’arte greche e scite provenienti dalla Russia meridionale, viste le recenti scoperte dei siti di Kul’-Oba (Crimea orientale) nel 1830 e Čertomlyk nel 1863, erano molto desiderate da musei e collezionisti europei.

Il 1° aprile del 1896 il Musée du Louvre e il suo direttore Albert Kaempfen annunciavano l’acquisto di una tiara d’oro appertenuta al re scita Saitaferne per la modica cifra di 200mila franchi, beffando gli “amici” del British Museum e deridendo gli archeologi del Museo Imperiale di Vienna per aver rifiutato una così ghiotta occasione. Si trattava di un manufatto alto 17,5 cm, di 18 cm di diametro e dal peso di 443 grammi decorato con scene dell’Iliade e con raffigurazioni della vita quotidiana degli Sciti, popolo nomade iraniano che visse dal VII secolo a.C. nell’area dell’attuale Russia meridionale e Ucraina.

Sulla tiara c’era un’iscrizione che permise agli archeologi del Louvre di datare il manufatto a un periodo tra la fine del III secolo a.C. e l’inizio del II secolo a.C., che recitava: «Il consiglio e i cittadini di Olbia onorano il grande e invincibile re Saitaferne». Olbia fu un’antica colonia greca situata alla foce del fiume Dnepr, dove vissero insieme Greci e Sciti.

Sin dall’inizio il Louvre ricevette molte critiche per l’acquisto della tiara visti i molti dubbi sulla sua autenticità. L’archeologo tedesco Adolf Furtwängler notò infatti l’evidente mancanza di segni d’invecchiamento, alcune incongruenze stilistiche e tracce di lavorazione con strumenti troppo moderni. La questione si risolse il 25 marzo del 1903, quando un orafo ebreo di Odessa (Ucraina) di nome Israel Rouchomovsky, si fece avanti per comunicare al Louvre che era stato lui a realizzare l’opera.

Rouchomovsky fu quindi invitato a Parigi per dimostrare quanto affermato e davanti a una commissione riuscì a realizzare alcune copie parziali dell’oggetto senza usare la tiara o dei disegni come riferimento. Israel dichiarò che nel 1894 gli fu incaricato questo progetto da due mercanti d’arte rumeni, tali Schapschelle e Leiba Hochmann, come regalo per un amico appassionato di archeologia e storia scita. Nel 1903 la tiara fu nascosta nei magazzini del Louvre.

Israel Rouchomovsky divenne famoso in tutta la Francia come valido orafo, tanto che molti industriali e banchieri iniziarono a commissionargli sempre nuove opere, fino a convincerlo a rimanere a Parigi e spostare la sua famiglia e la sua bottega. Negli anni successivi Israel divenne sempre più apprezzato e noto, tanto da diventare anche lui un artista di cui ricordare le qualità. Come ultima beffa verso il Louvre, la tiara da cui tutto ebbe inizio fu spostata dal magazzino ed esposta al Museo di arte figurativa di Parigi come opera di un grande Maestro orafo d’inizi ‘900, e non del III secolo a.C.

Pubblicato da Pietro Poli

Da Brescia, nato il 27 agosto 1998. Diplomato presso l'Istituto di Istruzione Superiore "Tartaglia-Olivieri", da sempre appassionato di Storia.

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