L’Italia alle Olimpiadi: è tempo di sognare

Si spengono le luci sotto il cielo di Tokyo: il Giappone saluta con gioia anche la seconda giornata di gare. Il 23 luglio alle ore 13 italiane, infatti, presso lo Stadio Nazionale di Tokyo, si è tenuta la cerimonia d’inaugurazione dei Giochi Olimpici, con l’Italia che ha sfilato al diciottesimo posto. In occasione della XXXII Olimpiade della Storia, la Federazione azzurra ha presentato ai nastri di partenza ben 384 atleti, 197 uomini e 187 donne, stabilendo il nuovo personale record per numero di partecipanti. I nostri sportivi, fino all’8 agosto, gareggeranno in ben 36 discipline differenti, provando a battere alcuni record storici.

A Tokyo2020, inoltre, debutteranno cinque nuove discipline: il Karate, l’Arrampicata sportiva, il Baseball/Softball (anche se questo è un ritorno), il Surfing e lo Skateboarding. Secondo i dettami della Carta Olimpica, infatti, questi sport hanno raggiunto i parametri richiesti per poter entrare all’interno dell’evento sportivo più importante dell’anno. Le linee guida impongono che, per prender parte all’Olimpiade, una competizione maschile debba esser praticata in 75 Paesi, toccando almeno 4 continenti e che una femminile sia eseguita in almeno 40 Nazioni. La popolarità dello sport, dunque, è fondamentale per far sì che questo rientri all’interno di una manifestazione così gloriosa.

Aspettative e sogni: chi può portarci sul tetto del mondo?

Le attese e i desideri non sono certamente privi di fondamento. Gli Azzurri arrivano a Tokyo con tantissimi ragazzi che, durante gli ultimi cinque anni, hanno dimostrato di poter competere per raggiungere il gradino più alto del podio. Indubbiamente le squadre della nostra spedizione non possono che farci sognare. La formazione di pallacanestro, guidata dai giocatori NBA e da un tecnico tenace e preparato; il “Settebello” di Alessandro Campagna, che tanto ci ha fatto emozionare anche in passato; le due compagini della pallavolo, che all’esordio hanno battuto Russia e Canada; i ragazzi del tiro a volo, che a Rio de Janeiro portarono in patria ben 7 medaglie (4 ori e 3 argenti); la squadra di nuoto, con Simona Quadrella, Gregorio Paltrinieri e la leggendaria Federica Pellegrini a guidare i compagni.

Anche le individualità non possono che farci sperare in grandissimi risultati. Per l’atletica presentiamo il bresciano Jacobs, primatista italiano nei 100 metri piani con 9,95 e Gianmarco Tamberi, che nel 2016 dovette rinunciare all’Olimpiade brasiliana. Nelle discipline del corpo a corpo, in attesa dell’oro olimpico Fabio Basile, abbiamo già dimostrato di avere grandissime capacità: Vito dell’Aquila ha vinto l’oro nel Taekwondo; Odette Giuffrida, invece, ha conquistato il Bronzo nel Judo.

Per il ciclismo, poi, abbiamo Filippo Ganna, campione del mondo nella corsa a cronometro, che sfiderà l’olandese Van Aert, già secondo nella gara in linea. Per il tiro con l’arco, invece, presentiamo Mauro Nespoli: argento a Pechino e oro a Londra (nella sfida a squadre).

Discorso a sé stante quello che riguarda la scherma. Ieri, durante la prima giornata di gare, Luigi Semele ha conquistato l’argento nella sciabola, confermando la grande tradizione del Bel Paese in questa disciplina. In pedana, poi, scenderanno Arianna Errigo, Rossella Fiamingo e Luca Curatoli. In mattinata, invece, Alice Volpi e Andrea Santarelli hanno perso la finale del 3°/4° posto, rimanendo per poco ai piedi del podio.

Medaglie e successi: un’Olimpiade da record

Dopo la presentazione di alcuni dei nostri atleti di punta, possiamo affermare che l’Italia ha davvero tutte le carte in regola per concludere la propria spedizione tra i primi dieci posti del medagliere olimpico. L’obiettivo è quello di portare all’interno dei nostri confini quante più soddisfazioni possibili, magari toccando anche vette mai raggiunte.

Alla fine della due giorni nipponica, i nostri colori possono già vantare l’ottenimento di un oro, di un argento e di tre bronzi. Il primo è stato conquistato nel Taekwondo, con Vito Dell’Aquila; il secondo da Luigi Semele, nella sciabola; il terzo, il quarto e il quinto, invece, da due ragazze e un ragazzo: Odette Giuffrida nel Judo, Elisa Longo Borghini nella corsa in linea di ciclismo e Mirko Zanni nel sollevamento pesi.

Anche se non sono state citate, le squadre di nuoto, di scherma, di tiro a volo e di tiro con l’arco potrebbero tornare a stupire. La 4×100 stile libero maschile, per esempio, ha già raggiunto la finale con il miglior tempo in batteria.

L’Italia si presenta a Tokyo con grandissime aspettative e con la speranza di poter battere alcuni primati che non vengono aggiornati da parecchi anni. Il primo a essere stato raggiunto, come già detto, è quello degli sportivi italiani che si sono insediati all’interno del villaggio olimpico (384). Il traguardo più ambizioso, invece, sarebbe quello di superare il numero di medaglie conquistate nell’edizione di “Roma 1960”, quando i nostri ragazzi ne ottennero ben 36. Il “minimo”, tuttavia, sembrerebbe essere il sorpasso su quelle di Rio 2016, quando il bottino fu di 28 (8 ori, 8 argenti e 12 bronzi).

Orario di gara e conclusioni

Per tutti gli appassionati di sport, i prossimi quattordici giorni saranno caratterizzati dalla tensione crescente e dalle poche ore di sonno. La terra del Sol Levante, infatti, ha un fuso orario di +7 ore rispetto all’Italia. Le gare, quindi, andranno dall’1 di notte nostrana alle 15 circa, quando a Tokyo saranno invece le 22. Per seguire gli appuntamenti, poi, le piattaforme sono diverse. Discovery+ ha ottenuto tutti i diritti e ha messo a disposizione 30 canali, tutti in diretta contemporanea; Eurosport (su DAZN o sull’emittente “Player”) ha diritto alla trasmissione degli eventi su tre canali; la RAI, invece, farà apparire “in chiaro” solo le competizioni di maggior rilievo.

I dubbi e le incertezze sono molti, come è poco sicuro che tutti riescano a godere della magia dell’Olimpiade giapponese a pieno, anche solo per una questione legata agli orari. Indubbiamente, però, sappiamo che molti dei nostri ragazzi sapranno vivere da protagonisti questa spedizione asiatica. La voglia di portare in alto il nostro tricolore li contraddistinguerà e la cattiveria agonistica che metteranno in campo in ogni evento farà capire al mondo intero, ancora una volta, quanto grande sia il cuore del nostro popolo.

Pubblicato da Carlo Marziali

Mi sono diplomato al Liceo Classico "Arnaldo" di Brescia e sono uno studente di Medicina all'università "La Sapienza" di Roma. Sono un appassionato di sport di squadra ed amante del calcio. Mi entusiasmano molto anche le discipline olimpiche individuali. Amo raccontare le emozionanti storie degli atleti che gareggiano e che lottano per raggiungere il successo.

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