BOCCONI DI STORIA: La Bestia del Gévaudan

🇬🇧 For the English version click here.

Nell’aprile del 1764 il Gévaudan, antica provincia francese (oggi Linguadoca-Rossiglione, nella regione Occitania), fu scossa da un avvenimento considerato tutt’ora una delle peggiori stragi causate da un animale nei confronti dell’uomo.

La prima volta, la Bestia attaccò una ragazza, che riuscì a sopravvivere grazie all’intervento delle vacche che stava portando al pascolo. La giovane descrisse l’animale come un grosso lupo dalla folta peluria nera e rossiccia. La prima vittima fu un ragazzo di quattordici anni, del quale furono ritrovati solo gli zoccoli.

Tra l’estate e l’autunno del 1764 numerose furono le vittime, tanto che le autorità decisero di inviare uno squadrone di dragoni (soldati a cavallo) per stanare e uccidere la Bestia, e porre così fine agli attacchi. I dragoni, affiancati da 400 cavalieri di Clermont comandati dal capitano Jean Boulanger Duhamel, iniziarono la caccia.

Nel 1765 il re di Francia, Luigi XV, decise di assumere il famoso cacciatore di lupi Jean-Charles D’Enneval per aiutare i soldati. Si scoprì tuttavia che il nobile cacciatore normanno era un gran bugiardo. Ogni volta che egli affermava di aver ucciso o ferito gravemente l’animale che era stato assoldato per fermare, misteriosamente questo continuava a mietere vittime. Luigi XV scelse quindi di licenziarlo e sostituirlo con Francois Antoine, Gran portatore di archibugio del Re e rappresentante massimo dell’associazione francese Gran Louvetier, nata nel secolo XIV con l’obiettivo di eliminare le bestie feroci. Gli attacchi si conclusero nel 1767, quando l’oste Jean Chastel uccise, probabilmente, la vera bestia.

Il totale delle vittime accertato fu di 112 su almeno 240 attacchi. Con molta probabilità le vittime furono molte di più perché a un certo punto su ordine di Luigi XV si smise di conteggiare i morti.

Ci sono dei particolari sulla famiglia Chastel che risultano essere molto importanti per la vicenda. Nell’agosto del 1765 due guardiacaccia che accompagnavano Francois Antoine ebbero un litigio con Jean Chastel e i suoi due figli. Antoine decise di arrestare l’oste e di liberarlo solo quattro giorni dopo la sua partenza. Sappiamo che Jean Chastel era conosciuto con il soprannome di “Stregone” e che già negli anni Trenta del Settecento i contadini locali sospettavano i Chastel di essere addestratori di lupi e che commettessero omicidi per puro sadismo o vendetta privata. La forza di questa ipotesi viene dal fatto che nel periodo di incarcerazione di Jean ci fu una chiara diminuzione degli attacchi della Bestia.

L’ultimo dubbio che rimane a questo punto è quello sull’identità dell’animale. La prima ipotesi è che fosse una iena striata fuggita da un serraglio. La iena, infatti, condivide alcune caratteristiche fisiche con i lupi (muso lungo, testa larga, striscia nera lungo la schiena) e riesce a giustificare il color ruggine del pelo e il forte odore che accompagnava la Bestia dei quali raccontavano i sopravvissuti. La seconda ipotesi è stata proposta nel 2015 dal biologo Hans Taake.

Taake, basandosi sulle descrizioni e i comportamenti riportati dai testimoni (coda sottile che termina con una nappa, la grande forza per trasportare i cadaveri e l’uso degli artigli), afferma che la Bestia era un esemplare di leone maschio sub-adulto. Leone probabilmente fuggito da una gabbia, mentre veniva trasportato in qualche zoo francese. Alla fine l’ipotesi più verosimile è quella che la Bestia fosse in realtà un branco di lupi diventati antropofagi e che l’isteria di massa abbia fatto il resto, dando vita a quella creatura dalle caratteristiche a tutti gli effetti soprannaturali e immortali, che si diceva fosse l’immagine dell’ira divina nei confronti degli uomini, che alimenta ancora oggi paure e fantasie.

Beast of Gévaudan
Feared no sword and feared no gun
Sent from Heaven, the seventh of creatures
Beast of Gévaudan
For the wrath of God to come
Came to sanction the mass and the preachers

Hunted by hundreds and never to be caught
He’s sent to wander, bring terror and take ‘em all beyond

To the Father and the Son
Came the beast of Gévaudan
Terminator, a traitor, half wolf and half machine
To thе prior and the nun
Came the bеast of Gévaudan
A redeemer, believer all fatal, mad and mean
Beast of Gévaudan

Beast of Gévaudan, Powerwolf

Pubblicato da Pietro Poli

Da Brescia, nato il 27 agosto 1998. Diplomato presso l'Istituto di Istruzione Superiore "Tartaglia-Olivieri", da sempre appassionato di Storia.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...