Max sceriffo a Austin, Mondiale più vicino?

È un Campionato mondiale avvincente e più aperto che mai quello della F1 2021. Dopo anni di dominio incontrastato del duo Hamilton-Mercedes, la Red Bull di Max Verstappen si è inserita prepotentemente nella corsa al titolo e a cinque gare dalla fine ha un vantaggio di 12 punti sul pilota britannico sette volte campione del mondo.

Era dal 2016 che non si assisteva a una sfida così combattuta fra due piloti per la vittoria del titolo mondiale, quando Nico Rosberg, solo all’ultima gara ad Abu Dhabi, riuscì ad avere la meglio proprio su Lewis Hamilton, suo compagno di squadra in Mercedes, prima di ritirarsi dalle competizioni. Negli anni successivi è stata la Ferrari con Sebastian Vettel a provare a rubare lo scettro al ‘Re Nero’, salvo poi dover rinunciare ai sogni di gloria per errori tecnici del pilota e una vettura non sufficientemente sviluppata nella seconda parte della stagione. Quest’anno la musica è cambiata grazie a un Verstappen maturato e pronto a giocarsi il titolo, supportato da una macchina ben progettata da Adrian Newey e da tutto il team di Milton Keynes, oltre che da un motore Honda finalmente competitivo.

A un box di distanza la Mercedes si è invece scoperta vulnerabile, non più imbattibile come lo era stata fino alla stagione precedente. I malumori nel team tedesco hanno dato ancora più forza a una Red Bull mai così sicura di poter avere la meglio sui colleghi di Stoccarda e la sfida si è così spostata fino ai muretti box, con Toto Wolff e Christian Horner che si sono spesso punzecchiati a vicenda davanti alle telecamere, accendendo ulteriormente il duello.

In pista i contatti fra i due pretendenti non sono mancanti sin da inizio anno. Verstappen si è confermato il pilota aggressivo di sempre, mentre Hamilton ha ritrovato un certo divertimento per i duelli corpo a corpo, che da tempo non aveva più. L’incidente di Silverston, nel quale Verstappen fu mandato a muro da Hamilton, era nell’aria da diverse gare (fin da Imola) ed è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A Monza i due piloti sono entrati nuovamente a contatto alla prima variante e questa volta entrambi hanno dovuto terminare la gara anticipatamente, con le vetture ferme nella ghiaia l’una sopra l’altra.

A livello tecnico la Red Bull è parsa la macchina migliore del paddock per tutta la prima parte di stagione, mentre la Mercedes, grazie al classico importante lavoro di sviluppo, ha recuperato terreno a metà anno, arrivando anche al sorpasso in classifica. Nelle ultime gare il team britannico ha però effettuato il controsorpasso, dimostrandosi più accorto sia nella gestione delle penalità sulla griglia di partenza sia nella strategia di gara, facendo cosi passare gli ingegneri Mercedes – il mitico ‘Bono’ su tutti – per dei semplici strateghi di casa Ferrari, famosi per combinarne di cotte e di crude a ogni GP.

Questi avvenimenti ci hanno condotto al Gran Premio degli USA dell’ultimo finesettimana a Austin con Verstappen primo in classifica a +6 da Hamilton.

Dopo un venerdì positivo per la Mercedes e un ruota a ruota tra i due sfidanti al titolo, il weekend è svoltato in favore della Red Bull, che si è dimostrata nettamente superiore prima in qualifica (pole di ‘Super Max’) e poi in gara, quando l’ennesima strategia discutibile in casa Mercedes ha riconsegnato il primo posto nelle mani dell’olandese volante, il quale ha ringraziato e conquistato una vittoria che ha il sapore di KO tecnico per un Hamilton che in partenza era riuscito a guadagnare la leadership della gara e che a fine GP non si è aperto in radio con il suo muretto box. Verstappen vola così a 12 punti di vantaggio sul rivale a cinque gare dalla fine, con la consapevolezza di avere a disposizione quella che al momento è la miglior vettura sulla griglia. Inoltre, escludendo i due nuovi circuiti che rappresentano un vero e proprio rebus, Messico, Brasile e Abu Dhabi sembrano essere sulla carta piste favorevoli alla Red Bull e potrebbero dare la mazzata decisiva in ottica mondiale ad una Mercedes in gran confusione e con evidenti crepe all’interno della squadra.

Per quanto riguarda la Ferrari, il team di Maranello ha mostrato anche nel finesettimana texano ottimi miglioramenti. Il nuovo motore si conferma affidabile e potente, permettendo così a Sainz e Leclerc di qualificarsi bene e di essere aggressivi nel corso della gara, ma soprattutto fa ben sperare in vista dell’anno prossimo.

Leclerc chiude al quarto posto a dieci secondi dal podio, mentre Sainz deve accontentarsi della settima piazza, dopo aver danneggiato l’ala anteriore nel tentativo di sorpassare Ricciardo, avendo un passo gara decisamente migliore rispetto al pilota australiano della McLaren. Proprio nei confronti della scuderia inglese, il ‘Cavallino’ recupera punti importanti e può ora puntare al sorpasso nella classifica costruttori nel corso delle ultime 5 gare, che si correranno su piste sulla carta favorevoli alla ‘Rossa’. E chissà che a sorpresa non possa scapparci anche una vittoria…

Pubblicato da Stefano Bonelli

Studente di Scienze della Comunicazione presso l'Università di Verona. Diplomato al Liceo Classico Arnaldo di Brescia. Nato il 12 gennaio a Brescia. Appassionato di sport, del quale scrivo per diverse testate online.

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