BOCCONI DI STORIA: Il valoroso orso soldato

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Nel giugno del 1941, Hitler contravveniva al patto di non aggressione stipulato con Stalin e attaccava l’URSS con la cosiddetta “operazione Barbarossa”, mentre gli Alleati approfittavano della situazione per portare l’Unione Sovietica dalla loro parte. Il governo polacco pretese, però, la liberazione dei cittadini e dei soldati polacchi imprigionati dalle forze sovietiche nell’attacco combinato con i tedeschi del 1939. Così, 40.000 soldati e 26.000 civili vennero liberati, ritrovandosi però nelle vaste steppe dell’Asia centrale.

Le truppe polacche, per non dover combattere al fianco degli odiati sovietici, decisero di unirsi all’esercito britannico in Palestina e affrontare una lunga marcia attraverso i monti Zagros (catena montuosa che separa Iraq e Iran). Qui avvenne un incontro insolito: i soldati polacchi incapparono in un ragazzo curdo che trasportava un cucciolo di orso, la cui madre era stata probabilmente uccisa dai cacciatori. Il cucciolo versava in cattive condizioni, il che destò una forte compassione nei soldati che avevano passato i due anni precedenti come prigionieri. Decisero, quindi, di adottarlo, lo chiamarono Wojtek e lo nutrirono con frutta, miele, sciroppo e con un biberon improvvisato da una bottiglia di vodka.

Arrivati in Palestina, le truppe incontrarono l’appoggio di Wojciech Narebski, l’ufficiale in comando delle forze polacche, che aveva capito quanto fosse importante per il morale delle truppe. L’orso si integrò perfettamente nell’accampamento, imparando a sfilare su due zampe e a fare il saluto. I soldati lottavano con lui, lo nutrivano e a volte gli davano la birra e le sigarette, che lui prontamente ingoiava.

Nel 1944 le truppe della 22a Compagnia Trasporti del 2° Corpo d’Armata polacco vennero richieste in Italia; sfortunatamente, l’esercito britannico non ammetteva animali domestici a bordo. I soldati polacchi decisero quindi di arruolarlo ufficialmente con annessa documentazione, il grado (soldato semplice), la sua paga, l’uniforme e la tenda. Si impegnarono, così, a farlo imbarcare in gran segreto su una nave per l’Italia. Durante le battaglie che si svolsero a Cassino, nella quarta offensiva che scatto nella notte tra l’11 e il 12 maggio del ’44, i polacchi furono in prima linea.

Wojtek si rivelò un aiuto insuperabile, portando le casse di munizioni di artiglieria dai camion alle batterie, lavoro che avrebbe richiesto almeno 4/5 uomini. Come riconoscimento per i servizi prestati, Wojtek fu promosso al grado di caporale e la 22° Compagnia adottò come nuovo emblema quello di un orso che trasporta una carica di artiglieria.

Nel 1947 lo zoo di Edimburgo si offrì di accogliere Wojtek, che alla veneranda età di cinque anni andò in pensione con il grado onorario di tenente. I suoi compagni d’arme continuarono a fargli visita negli anni, portandogli sigarette e birra e intrufolandosi nel recinto per giocare con lui, fino alla sua morte nel 1963.

Per noi italiani le avventure di Wojtek hanno un significato particolare, essendo una di quelle imprese belliche che crearono un forte legame tra la nostra nazione e la Polonia. Infatti a Imola, la cui liberazione fu compiuta proprio dal 2° Corpo d’Armata polacco, è stata eretta una statua raffigurante il valoro orso soldato.

Pubblicato da Pietro Poli

Da Brescia, nato il 27 agosto 1998. Diplomato presso l'Istituto di Istruzione Superiore "Tartaglia-Olivieri", da sempre appassionato di Storia.

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