Max: la prima volta non si scorda mai

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Max Verstappen, you are the World Champion. Con queste parole pronunciate da Gianpiero Lambiase (ingegnere di pista del pilota olandese della Red Bull) è terminato il Mondiale di F1 2021, che ha visto dunque trionfare ‘Super Max’ sul campione uscente Lewis Hamilton. Una stagione incredibile, già passata alla Storia per essersi decisa solo all’ultimo giro dell’ultima gara. Ed è proprio da qui che riprendiamo il racconto di questo campionato emozionante, ricco di colpi di scena, che, come nello spirito dei migliori kolossal hollywoodiani, è arrivato all’ultimo Gran Premio ad Abu Dhabi con i due contendenti a pari punti dopo 21 gare disputate.

Un finesettimana di fuoco sul circuito di Yas Marina, che fin dalle prove libere ha evidenziato da un lato il fantastico stato di forma di Hamilton e della Mercedes, mentre dall’altro le difficoltà di una Red Bull maggiormente in confusione rispetto ai diretti avversari. Nonostante queste difficoltà la pole position è stata però conquistata da Max Verstappen, grazie a un’ala posteriore a basso carico aerodinamico e a una scia perfetta fornitagli dal compagno di squadra Sergio Perez nel giro decisivo in Q3. Hamilton, che fino a quel momento era sembrato più competitivo nel giro secco, si è così dunque dovuto accontentare del secondo posto in griglia, con i dubbi su come poter superare in partenza il rivale, favorito sulla carta dalla scelta di partire con gomme soft.

Come da copione, i pronostici della vigilia sono stati però disattesi e dopo la prima curva, grazie a uno sprint disastroso di Verstappen, il pilota britannico si è subito ritrovato in testa, costringendo l’olandese a una staccata profondissima in curva 6 nel tentativo di riportarsi al comando della gara. A quel punto Hamilton – a detta sua per evitare il contatto –  ha preso la via di fuga, tagliando di fatto la curva, mantenendo la prima posizione e guadagnando oltre un secondo di vantaggio sull’avversario. Inutili le lamentele del muretto Red Bull nel richiedere che venisse ceduta la posizione da Lewis a favore di Max. Per Michael Masi e gli steward non è stata necessaria alcuna investigazione, a differenza di quanto successo la settimana precedente a Jeddah. Sono così nate immediatamente le polemiche nei confronti della direzione di gara, troppo spesso protagonista in negativo durante l’intero campionato.

Nel corso del GP la superiorità della Mercedes è stata evidente, con Hamilton che ha immediatamente preso un vantaggio importante nei confronti del rivale. A nulla è servita la strenua difesa di Perez nel tentativo di rallentare il pilota della Mercedes dopo il pit stop e far riavvicinare Verstappen, così come la disperata sosta ai box della Red Bull per montare gomma nuova al proprio pilota nel tentativo di riuscire a ricucire il divario con Lewis. Quando l’esito del Mondiale sembrava ormai scritto ecco il colpo di scena tanto atteso da tutti i tifosi orange: le telecamere inquadrano una Williams, quella di Nicholas Latifi, ferma dopo un contatto col muro. Siamo nel corso del 53° giro dei 58 previsti e la direzione di gara è costretta a far entrare in pista la safety car. In Red Bull reagiscono immediatamente richiamando Verstappen ai box per montargli gomma rossa. Hamilton a quel punto non ha altra scelta che restare fuori con le gomme bianche ormai parecchio usurate. Il gruppo si ricompatta, ma i lavori per spostare la Williams procedono a rilento e inizia a crescere il sospetto che la gara possa concludersi sotto regime di safety car, garantendo così a Hamilton la certezza di diventare campione del mondo.

La macchina di Latifi viene finalmente portata fuori dalla pista, ma i giri restanti sono sempre meno e ai piloti doppiati viene impedito di passare la safety car per riaccodarsi al gruppo. A quel punto tra Hamilton e Verstappen sono presenti 4 macchine doppiate e solo al penultimo giro viene concessa loro la possibilità di sdoppiarsi. Dunque ci siamo, pronti per vivere un ultimo giro di fuoco con i due contendenti uno attaccato all’altro. Hamilton prova a rallentare di molto la ripartenza, con Verstappen che lo affianca come per spingerlo. Una volta arrivata la luce verde il pilota britannico riesce a mantenere la testa della gara, ma in curva 5 Max affonda la staccata e grazie alle gomme molto più performanti porta a termine il sorpasso, difendendosi sui due rettilinei successivi e conquistando così vittoria e titolo di campione del mondo per la prima volta in carriera. In casa Red Bull esplode la festa, mentre nel box della Mercedes Toto Wolff è una furia. Il boss della scuderia di Stoccarda si apre in radio con Michael Masi attaccandolo per la scelta presa di far ripartire la gara. Lo stesso Hamilton, dopo la bandiera a scacchi, con un team radio (mai fatto sentire in TV) si lamenta con la propria squadra, insinuando che il risultato finale sia stato una farsa, dimostrando così l’incapacità di saper perdere da parte della Mercedes e l’ipocrisia delle sue dichiarazioni di fine gara davanti a microfoni e telecamere.

La questione titolo mondiale non si è però conclusa in pista, poiché Mercedes ha presentato diversi ricorsi nel post gara. Uno in particolare, riguardante la ripresa della gara dopo la safety car e la questione doppiati, è ancora oggetto di studio. A oggi però Max Verstappen rimane il campione in carica, anche se tutto potrebbe essere ribaltato nei vari tribunali sportivi, nonostante questa possibilità sia poco probabile. Sui social le polemiche sono divampate, così come la delusione per una direzione gara non all’altezza della situazione e che ha rovinato un Mondiale combattuto ed emozionante come non lo era da anni. Nel complesso la vittoria di Verstappen è però meritata, con i numeri che parlano chiaro: 10 pole per l’olandese contro le 5 di Lewis, mentre i successi per Max sono 10 contro gli 8 del pilota britannico. Durante la stagione la Mercedes ha dimostrato di essere la macchina più forte e la vittoria del Mondiale costruttori ne è la riprova. La scuderia tedesca è riuscita a mettere a disposizione di Hamilton un motore straordinario per gli ultimi appuntamenti stagionali, permettendo così al proprio pilota di tornare in corsa nella lotta Mondiale, che dopo il GP del Messico sembrava a un passo dall’essere chiusa in favore di Verstappen. La Red Bull ha fatto a sua volta un gran lavoro, ma il motore Honda nel finale di stagione ha sofferto maggiormente e non è stato al livello di quello Mercedes.

Guardando alle questioni italiane c’è da segnalare il terzo posto in classifica costruttori della Ferrari, che, dopo il disastroso 2020, è un più che discreto risultato. La scuderia di Maranello ha chiuso l’annata con 5 podi conquistati (tre terzi posti e due secondi) di cui quattro con Sainz e uno solo con Leclerc. Il pilota spagnolo ha inoltre terminato il Campionato piloti al quinto posto, “vincendo” così il ‘Mondiale degli altri’ e dimostrando di poter essere all’altezza del sedile Ferrari. Se volessimo assegnare il premio ‘Arrivabene’, così come accade nella trasmissione ‘Race Anatomy’ allora lo si potrebbe conferire proprio alla ‘Rossa’, che ha chiuso con un podio ad Abu Dhabi, in attesa di potersi giocare nuovamente il Mondiale nel 2022, anno su cui la Ferrari punta molto grazie ai nuovi regolamenti tecnici.

Un plauso va fatto anche all’altra scuderia italiana presente nel paddock, ovvero l’Alpha Tauri motorizzata Honda. La squadra di Faenza ha chiuso al sesto posto nella classifica costruttori, non distante dall’Alpine e nell’ultima gara ha ottenuto un quarto e un quinto posto con Tsunoda – deludente nella sua stagione da rookie – e Gasly, sempre più convincente e che probabilmente meriterebbe una nuova chance in Red Bull. Il Mondiale 2021 è così andato in archivio, ricorsi permettendo, come uno dei più avvincenti nella storia di questo fantastico sport. Ora ci aspettano tre mesi di pausa prima di ripresentarsi in Bahrain il 18 marzo per il primo appuntamento ufficiale con la stagione 2022 e prima ancora con i test invernali per scoprire le nuove vetture e le nuove gerarchie in pista.

See you soon F1!

Pubblicato da Stefano Bonelli

Studente di Scienze della Comunicazione presso l'Università di Verona. Diplomato al Liceo Classico Arnaldo di Brescia. Nato il 12 gennaio a Brescia. Appassionato di sport, del quale scrivo per diverse testate online.

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