Metallaria: quale soluzione per affrontare seriamente il problema

“In Italia, ogni anno, le persone morte per colpa dell’inquinamento dell’aria sono 80.000. L’inquinamento dell’aria riduce di un anno e mezzo l’aspettativa di vita di ogni bambino nato a Milano. Undici delle venti città più inquinate d’Europa si trovano in Italia e sono tutte in Pianura Padana” inizia così ogni puntata di Metallaria, il podcast condotto da J-Ax e Guido Brera. L’eccentrico rapper milanese in questo nuovo progetto ha deciso di mettersi in tandem non con una famosa pop star ma con il finaziere e romanziere Guido Brera, autore del libro e della serie TV “I Diavoli”. Lo scopo delle puntate del podcast è di denunciare l’inquinamento dell’aria nelle città della Pianura Padana.

Il significato di Metallaria è chiaro sin dalla prima puntata del podcast, intitolata “un’aria che sa di metallo”. Questa è proprio la sensazione che si ha quando si ritorna in città dopo un finesettimana trascorso al mare o in montagna. Fateci caso, bastano pochi giorni di aria pulita per percepire la pesantezza di quella che respiriamo nelle nostre città. Per un approfondimento completo sull’inquinamento dell’aria, vi invito fortemente a seguire il podcast che è presente su tutte le maggiori piattaforme streaming. Nel momento in cui scrivo l’articolo sono state caricate quattro puntate di Metallaria che approndiscono i seguenti temi: la qualità dell’aria e le iniziative di sensibilizzazione, le conseguenze dell’aria inquinata sui bambini, città inquinate e campagne inquinate, relazione tra Covid e inquinamento dell’aria. In questo articolo però non andrò a concentrarmi sulle soluzioni pratiche per la riduzione dell’inquinamento, ma sulle soluzioni istituzionali per affrontare fattivamente il problema.

Per svariate cause, il problema dell’inquinamento dell’aria è particolarmente grave nella Pianura Padana. Provate a prendere un qualsiasi sito di monitoraggio dell’inquinamento dell’aria e potrete constatarlo facilmente anche voi. Per invertire la rotta qualcosa è già stato fatto. In tutta l’Unione Europea, grazie agli obiettivi imposti dalla Commissione, è in atto una tendenza per la diminuzione delle emissioni. In Pianura Padana si deve assolutamente fare di più. Per questa ragione si deve intervenire ora con una vera riforma dell’ordinamento italiano di tipo federale. I problemi nell’agenda italiana sono sempre i soliti da quando sono nato: bassa produttività, evasione fiscale, corruzione, criminalità organizzata, disoccupazione, lotta alla povertà, cultura della legalità, ecc…

L’inquinamento dell’aria non rientra tra i problemi principali della classe politica nazionale poichè giustamente non è un problema nazionale ma geograficemente limitato alla Pianura Padana. Solo attraverso un’autentica riforma federale si potranno dotare i territori delle risorse e della necessaria autonomia per affrontare i problemi che li affliggono nello specifico. La mia idea di riforma istituzionale riprende la teoria di Gianfranco Miglio ed è riportata nel seguente articolo. Le comunità della Pianura Padana e dell’arco alpino confluirebbero nella Repubblica Federale Cisalpina, entità della Repubblica Italiana che dovrà essere dotata del maggior grado di autonomia possibile. La classe politica della Repubblica Cisalpina non potrà disenteressarsi del problema dell’inquinamento dell’aria e la trasparenza nei confronti dei cittadini sarà decisamente maggiore rispetto a quanto avviene con le istituzioni attuali. Potreste pensare che quanto affermato possa essere solo becera demagogia, ma come viene riportato da Andrea Ballabio per La Voce, un maggiore livello di potere regionale è positivamente correlato a un aumento dell’aspettativa di vita.

Il mio auspicio è che presto il federalismo torni di attualità nell’agenda politica: la sfida al cambiamento climatico richiede non solo grandi investimenti, ma anche un cambio di mentalità nella governance della spesa pubblica.

Pubblicato da Pietro Piccoli

Consulente aziendale presso multinazionale leader del settore tecnologico, nato a Brescia il 27 febbraio del 1990. Laureato in Economia e Politica Internazionale presso l'Università della Svizzera Italiana di Lugano e presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Le mie passoni sono: politica, vela e calcio (tifoso del Brescia). Convintamente liberale e federalista.

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