Il “delicatissimo” Ramón Mercader

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Ramón nacque a Barcellona da Pau Mercader, ricco mercante tessile, e da Eustaquia María Caridad del Río Hernández, cubana di origine di simpatie comuniste, che ebbe un ruolo fondamentale per l’orientamento politico del figlio. Fin da giovane Ramón, affascinato dall’ideologia comunista, cooperò con organizzazioni di sinistra spagnole fino al suo arresto e poi rilascio nel 1936. Al contempo, la madre divenne un agente segreto sovietico; Ramón decise quindi di seguirla a Mosca, dove iniziò a operare per l’NKVD, il brutale Commissariato del popolo degli affari interni, che, per ordine di Iosif Stalin, gli affidò l’incarico di eliminare Trockij, nel caso il “Piano A” fosse fallito.

Secondo il “Piano A”, il rivoluzionario sovietico sarebbe dovuto essere assassinato a colpi di arma da fuoco nella sua casa in Messico. Il 24 maggio del 1940 una banda armata penetrò quindi nell’abitazione di Trockij e giunse fino alla camera da letto. I componenti del commando iniziarono quindi a sparare sul letto, ma Trockij e la moglie Natalija erano riusciti a rifugiarsi in un angolo della stanza, scampando al tentato assassinio.

Dopo l’attentato il clima si fece più teso. Aumentarono il numero di sentinelle, il governo messicano triplicò il numero di poliziotti di guardia e i militanti della Quarta Internazionale raccolsero dei fondi per aumentare i sistemi difensivi dell’abitazione. Furono installate porte e finestre antiproiettile. Furono costruite una ridotta – ossia un edificio fortificato – a prova di bomba e tre torrette. La casa fu circondata di filo spinato. Tutto questo fu fatto per evitare un secondo attacco, in quanto le forze di sicurezza messicane erano certe che Stalin avrebbe cercato ancora di eliminare il suo avversario.

Non erano però a conoscenza del fatto che il “Piano B” dell’NKVD era già cominciato da tempo. Ramón assunse due identità false: la prima fu quella di “Jacques Mornard”, un uomo d’affari nato a Teheran da un inesistente diplomatico belga. La seconda fu quella di “Frank Jackson”, giornalista canadese e grande ammiratore di Trockij.

Il 20 agosto del 1940, intorno alle 17:30, Frank Jackson giunse all’abitazione con la scusa di consegnare un articolo sulla Francia occupata dai nazisti a Trockij con al braccio un impermeabile, nonostante il bel tempo. L’agente NKVD riuscì però a dissipare ogni dubbio degli uomini di guardia, affermando di non avere digerito e di non sentirsi molto bene.

Trockij e Frank si diressero quindi verso lo studio, dove l’ex politico sovietico iniziò a leggere il manoscritto. Ramón non aspettava che quel momento: estrasse una piccozza da sotto l’impermeabile, chiuse gli occhi e colpì con tutta la forza che aveva la testa di Lev Trockij. Il colpo non lo uccise immediatamente, infatti Trockij si rialzò e affrontò un incredulo Ramón, che venne quindi catturato.

Nonostante questo, la ferita concluse il lavoro la mattina dopo. Trockij moriva il 21 agosto del 1940 all’età di sessant’anni.

Ramón fu condannato a vent’anni di carcere dal governo messicano. Una volta scontata la pena, tornò in Unione Sovietica, dove fu insignito della medaglia di “Eroe dell’Unione Sovietica”. Negli anni Settanta si trasferì a Cuba, dove fu assunto come consulente di Fidel Castro, fino alla sua morte nel 1978.

Fino a questo punto non sto raccontando niente di nuovo per molti, probabilmente. C’è però un piccolo particolare che ho omesso di dire fino a questo punto. Non molti infatti sanno che Ramón Mercader è più vicino alla nostra Italia di quanto si possa immaginare.

Sua sorella, María Mercader, fu un’attrice spagnola naturalizzata italiana. Nel 1942, sul set di “Un garibaldino al convento”, conobbe il grande regista Vittorio De Sica. Fino al 1958, anno del loro matrimonio in Messico, María fu costretta a vivere la vita clandestina delle amanti a causa dell’impossibilità per Vittorio De Sica di ottenere il divorzio dalla moglie Giuditta Rissone. La coppia ebbe però dui figli: Manuel e Christian, attore comico italiano.

Ramón Mercader, uno dei sicari più noti dello scorso secolo, è lo zio di Christian De Sica, uno dei più popolari attori comico-demenziali italiani.

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