A Miami ha perso la Formula 1

Tra le passerelle dei vip, yacht parcheggiati su acqua finta e una pista inadatta a una gara automobilistica, l’esperimento della F1 a Miami è stato un vero e proprio flop, con la gara passata in secondo piano invece che essere l’evento principale per cui si è pagato il biglietto.

Nel finesettimana di Miami si è corso il Gran Premio di Formula 1, o almeno così pare visto che tra la parata di star, il lusso più sfrenato e il caldo umido della Florida, lo spettacolo del campionato automobilistico più famoso al mondo è passato in secondo piano. Sin dall’arrivo dei piloti a Miami nei giorni antecedenti al GP si era capito l’andazzo, con i team costretti a dare più attenzioni alle questioni extra pista che a cercare di ottenere le migliori prestazioni cronometriche possibili. Il paddock si è trasformato ben presto in una passerella per le star di qualsiasi ordine e genere, dagli atleti di altri sport (Michael Jordan, Lebron James, David Beckham, Serena Williams, Dwayne Wade, Tony Parker, Genie Bouchard, Paolo Banchero, Juan Martin Del Potro), passando per i classici divi hollywoodiani (George Lucas, Michael Douglas, Ashton Kutcher, Mila Kunis) e artisti musicali (Will.I.Am, Pharrell Williams, DJ Khaled, Bud Bunny) fino ad arrivare all’ex first lady Michelle Obama inquadrata a più riprese nel box Mercedes lato Lewis Hamilton, senza dimenticare i nostri rappresentanti – nonché cervelli in fuga – del calibro di Gianluca Vacchi e Lapo Elkann.

A completare l’opera di rovina ci hanno pensato gli organizzatori che prima hanno ricavato un circuito completamente inadatto a una corsa motoristica attorno all’area multisportiva che ha nell’Hard Rock Stadium dei Miami Dolphis il proprio cuore pulsante, e poi hanno avuto la brillante idea di “addobbarlo” con tribune improbabili e yacht lussuosissimi parcheggiati – per volere degli sponsor – su acqua finta. Insomma, una classica americanata alla quale avremmo fatto volentieri a meno e che ha confermato una volta per tutte come lo sport oltre oceano sia solo un contorno anziché l’evento principale per il quale si paga il biglietto.

Concentriamoci ora sulle questioni di pista, che hanno visto alternarsi luci e ombre in casa Ferrari. Dopo l’ennesimo schianto di Sainz contro le barriere durante le libere, la Rossa durante le qualifiche si è confermata la miglior macchina del lotto sul giro secco e ha monopolizzato l’intera prima fila grazie alla pole position di Leclerc e al secondo posto di Sainz, costringendo Verstappen ad accontentarsi della terza piazza dopo un errore commesso nel primo settore nel corso dell’ultimo tentativo. Poco male per l’olandese campione del mondo in carica, che domenica ha sfruttato in partenza il vantaggio di partire dal lato pulito del tracciato e ha infilato immediatamente Sainz mettendosi a caccia di Leclerc e completando nell’arco di pochi giri il sorpasso prendendosi la leadership della gara. La Red Bull si è così dimostrata la miglior macchina nel gestire le gomme medie e la Ferrari è stata costretta ad anticipare la sosta ai box per limitare i danni. La gara è proseguita nella noia più totale per via di un circuito nel quale è risultato impossibile sorpassare, fino a quando Gasly non ha avuto la brillante idea di mettere a muro Norris causando la conseguente bandiera gialla e l’ingresso in pista della safety car a 15 giri dal termine. La richiesta di Leclerc di rientrare per un pit stop e montare gomme soft è stata però respinta dal muretto box del Cavallino, facilitando però di conseguenza la difesa di Verstappen dagli attacchi del monegasco alla ripresa e permettendogli di conquistare il secondo successo consecutivo che lo ha riportato a -19 dalla vetta della classifica del mondiale piloti. A completare il podio sono stati i due piloti Ferrari, con Leclerc secondo e ancora leader del Campionato e con Sainz terzo che torna a far segnare punti importanti dopo due gare concluse nella ghiaia.

Dopo questa triste parentesi americana la F1 si appresta a tornare immediatamente in Europa per il Gran Premio di Spagna a Barcellona dove sono attesi i primi aggiornamenti in casa del Cavallino, che deve riprendere al più presto il ruolo di miglior vettura nel paddock per non perdere l’occasione di lottare con la Red Bull per entrambi i titoli mondiali, mai come quest’anno alla portata della scuderia di Maranello.

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