Desolazione armena

La giornata era già iniziata nella miseria con una camminata sotto il diluvio verso la stazione. Il cielo era triste, i palazzi erano tristi, le persone erano tristi. La stazione dei bus era devastata. Vi entriamo per ripararci dall’acqua e cercare di capire dove prendere il mezzo che ci serve ma piove anche dentro.

“No English?” – Cronache Georgiane

Spaesato seguo la strada. Davanti a me c’è un ragazzo che era salito sul mezzo poco fuori Gori. Gli chiedo in russo come arrivare. Gli chiedo se parla russo, negativo, provo con l’inglese, negativo, tedesco, spagnolo, francese, tutto negativo. Mi risponde in georgiano e mi fa segno di seguirlo.

Slavutyč, la nuova casa delle vittime di Černobyl’

Passo la giornata nuvolosa a girare per i vari quartieri della cittadina, costruita nel 1986 per riallocare in seguito al disastro della centrale nucleare gli abitanti di Pripjat’ e di Černobyl’.

I social e la carnevalizzazione permanente della società

Allo stesso modo in cui Dostoevskij ha carnevalizzato la letteratura, i social network stanno carnevalizzando la realtà, in un’industria che non fa più differenza fra creatori e fruitori e ha reso la quotidianità un carnevale continuo, un momento in cui il “tutto è concesso” è valido sempre.