BOCCONI DI STORIA: La più grande beffa della guerra segreta

Nel 1943 gli Alleati erano forti di una rete di spionaggio e sabotaggio in cui militavano circa 1500 uomini all’opera nell’Olanda occupata dai Tedeschi. La realtà era però ben diversa; da circa due anni infatti, tutte le radio clandestine erano manovrate da operatori tedeschi e tutti gli agenti e gli esplosivi paracadutati sul territorio erano stati sistematicamente intercettati.

BOCCONI DI STORIA: L’Impresa di Alessandria

La notte del 18 dicembre 1941, sei uomini della Regia Marina italiana portarono a termine una missione che Wiston Churchill definì «uno straordinario esempio di coraggio e genialità».

BOCCONI DI STORIA: Il colpo di Zurigo

La notte del 27 febbraio 1917 il controspionaggio italiano mette in atto il piano che da mesi sta organizzando per smantellare la rete di spionaggio austro-ungarica in Italia. L’operazione passerà alla storia con il nome di “Colpo di Zurigo”.

BOCCONI DI STORIA: Il peggior diplomatico della Storia

Juan Fernández Pacheco de Villena è stato uno dei peggiori diplomatici della Storia. Incaricato di intrattenere relazioni con la Santa Sede per conto dell’Impero spagnolo, riesce in pochi anni a vanificare gli sforzi dei sui predecessori.

BOCCONI DI STORIA: Federico il Grande e il “potage Parmentier”

Federico II, con la sua intelligenza e il suo pragmatismo, “raggira” i suoi sudditi regalando loro però le patate. «Il più utile dono senza ombra di dubbio che il nuovo mondo abbia fatto al vecchio», parole usate dal botanico francese Parmentier, che contribuì alla loro diffusione come alimento in Francia dopo averne saggiato le qualità nutritive e agricole durante la sua prigionia in Prussia.

BOCCONI DI STORIA: La fine della «volpe del deserto»

Lo spasimo indicibile che aveva in cuore la signora Rommel minacciava di prorompere attraverso la maschera convenzionale che s’era imposta. D’altronde, soltanto pochi dei presenti sapevano d’assistere all’ultima fase d’un assassinio.

BOCCONI DI STORIA: Il “doppio” di Montgomery

Sapevo d’assomigliare a «Monty». I miei amici avevano spesso notato tale sorprendente rassomiglianza. E la mia fotografia era apparsa una volta nel News Chronicle di Londra con un berretto basco in capo e con la scritta: «VI SBAGLIATE… SI CHIAMA TEN. CLIFTON JAMES».